
I dinosauri erbivori che si affermarono al meglio furono gli adrosauri dal becco d’anatra, grossi ornitopodi dalla coda appiattita lateralmente e irrobustita da tendini ossificati.
Le zampe anteriori avevano due dita palmate: ma sembra non conducessero una vita acquatica, perchè il contenuto degli stomaci fossili mostra che si cibavano di aghi di pino e di pigne. Erano, fra tutti i dinosauri, i meglio attrezzati per nutrirsi di materiale vegetale coriaceo: le loro mascelle portavano infatti fino a 2000 denti atti alla triturazione, disposti in file parallele rivestite sul margine esterno da uno strato protettivo di smalto. Tale disposizione creava una superficie ideale per la raschiatura dei vegetali, la cui raccolta era facilitata dal tipo di becco e dai poderosi muscoli mascellari.
Una delle caratteristiche più insolite degli adrosauri consisteva nella varietà di forme della testa che in alcuni presentava una cresta enorme, lunga fino a 1 m posteriormente al cranio.
Le creste erano prodotte dall’aumento delle dimensioni dell’osso nasale e delle ossa premascellari (cioè quelle che precedono la mascella superiore). In Corythosauro l’"elmetto" rotondeggiante è appunto formato dall’osso nasale. Al loro interno, i condotti nasali presentavano un percorso molto convoluto: forse per rendere più acuto l’olfatto e quindi percepire meglio la presenza di eventuali nemici sottovento o forse per trasformare le cavità in camere di risonanza per l’amplificazione dei muggiti di richiamo tra individui distanti.
|
|