
Dagli Yaverlandia, piccoli erbivori ornitopodi trovati sull'isola di Wight, che erano lunghi 1 m circa e presentavano le ossa della scatola cranica ispessite, derivarono forme più specializzate soprannominate «teste dure». Un esemplare posteriore, Stegoceras del Canada, lungo 2 m, aveva un cranio a cupola con robuste ossa compatte, spesse fino a 15 cm. In Pachycephalosaurus (vedi illustrazione) tali ossa raggiungevano uno spessore di 30 cm ed erano contornate nella parte posteriore del cranio da un anello di protuberanze presenti, unitamente ad alcuni aculei, anche sul muso e sopra agli occhi.
La funzione di questi ispessimenti poteva essere una sola: servire da ariete quando l'animale inclinava il capo in avanti. Se due pachicefalosauri si prendevano a testate, la forza dell'urto veniva scaricata lungo tutta la spina dorsale. La testa, quindi, poteva costituire per quegli animali un efficace mezzo di difesa, come lo è ancor oggi per le capre. Sembra quindi probabile che i pachicefalosauri, cosi come la maggior parte degli ornitopodi, vivessero in branco, e che i maschi piu forti si contendessero il predominio a testate.
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