
Resti fossili e mummificati di questi dinosauri sono stati rinvenuti in Asia e in America: dalla loro distribuzione si suppone che essi si siano diffusi nelle regioni settentrionali con lunghe migrazioni. Troviamo vari generi in Mongolia (Bactriosaurus, Mandschurosaurus), in Cina (Tsintaosaurus ) e in Giappone (Nipponosaurus), mentre i generi americani sono molto più numerosi. Recentemente sono stati rinvenuti fossili che hanno avvalorato l’ipotesi che questi animali, nei loro spostamenti, abbiano anche attraversato a nuoto tratti di mare: Notoceratops e Secernosaurus argentini sono stati rinvenuti in terre che, a quel tempo, dovevano essere separate dal Nord America. Ornitischi, bipedi o bipedi facoltativi, erbivori, questi dinosauri si distinguono fra loro in generi di varie dimensioni: la lunghezza può variare dai 3 ai 15 metri; il peso fino alle 3 tonnellate. Gli adrosauridi vissero nell’ultima metà del Cretacico e furono fra gli ultimi Ornitopodi ad evolversi: i loro più antichi reperti fossili, infatti, risalgono "solo" a 95 milioni di anni fa.
La loro ricostruzione è piuttosto attendibile: il cranio allungato termina in una cresta più o meno sviluppata, formata dall’espansione delle ossa nasali che, dotate al loro interno di una complicata rete di cavità, consentono la facile identificazione delle varie specie.
Molti paleontologi le interpretano come strutture collegate alla vita sociale di questi animali, che fu certo evoluta (lo conferma il ritrovamento, nel Montana, di siti di nidificazione che implicano una vita di gruppo e un considerevole sviluppo delle cure parentali). Se le creste avessero avuto colori smaglianti, per esempio, avrebbero potuto svolgere la funzione di segnale durante il corteggiamento, condizionando la scelta della femmina o la soluzione non violenta di una competizione fra maschi; forse erano importanti le dimensioni, o forse lo sviluppo del sistema di cavità era necessario per emettere richiami. Le creste non sono la sola particolarità di questi dinosauri: come gli iguanodontidi, ai quali sono forse legati filogeneticamente, essi hanno numerose file di denti anche se il loro apparato masticatore è decisamente più complesso; in un adulto si trovano, organizzati in batterie, fino a 400 denti funzionali e oltre 1.200 denti di ricambio: quando un dente funzionale rimaneva danneggiato, veniva subito rimpiazzato da quello di ricambio sottostante. Ciascun dente, leggermente ricurvo, è smaltato asimmetricamente: le superfici a contrasto riuscivano a tagliare anche i vegetali più duri. Molti generi hanno anche un becco simile a quello di un’anatra (per questo vengono chiamati anche "dinosauri a becco d’anatra" e molte delle specie più recenti, hanno anche tasche guanciali. Le zampe posteriori sono più lunghe e forti di quelle anteriori, e la mancanza del primo dito di mani e piedi è una caratteristica del tutto originale. La mano è palmata, cioè ha una membrana interdigitale. Secondo alcune recenti interpretazioni, però, questa struttura fossile sarebbe solo il risultato della deformazione di cuscinetti plantari: qualcosa di simile si osserva nelle zampe di dromedario che rinsecchiscono dopo la morte. La colonna vertebrale, rinforzata da legamenti ossei, termina in una coda schiacciata, simile a un remo: forse questi dinosauri la usavano per nuotare al modo dei coccodrilli. Si può pensare che, in un mondo di erbivori corazzati, gli adrosauri fossero la preda preferita dai carnivori, e che avessero come unica via di salvezza la fuga. Non essendo certo veloci corridori, e non avendo apparentemente altri strumenti di difesa, è probabile che cercassero scampo in acqua, Forse, oltre al nuoto, ricorrevano al mimetismo, o al veleno: come risulta dall’analisi delle mummie, infatti, la loro pelle non era squamosa come quella dei comuni rettili, ma simile alla pelle colorata, fine e ricoperta di tubercoli dei gila, i sauri velenosi che vivono nelle zone desertiche americane.
Le caratteristiche di questi animali (il becco, la membrana interdigitale, la coda a forma di remo), hanno fatto supporre che oltre all’aspetto essi avessero anche lo stile di vita delle anatre, e che popolassero gli acquitrini. Oggi si è piu propensi a credere che essi vivessero in zone dal clima caldo e umido coperte di foreste dove conifere, salici, querce e pioppi erano le specie piu diffuse: l’analisi di una mummia ha rivelato infatti la presenza nello stomaco di semi e ramoscelli di conifere, e non c’è dubbio che questi animali avessero denti in grado di masticare anche i tessuti vegetali più duri, tipici delle piante terrestri.
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