
La comparsa di organismi pluricellulari, costituiti da cellule specializzate allo svolgimento di funzioni diverse, fu un altro passo avanti dopo la riproduzione sessuata.
La Terra, circa 750 milioni di anni fa, era popolata da grandi animali dal corpo molle, di cui se ne ritrovano tracce evidenti nei calchi fossili ritrovati nelle sabbie delle antiche zone di marea e sono riconoscibili a causa della doppia faccia ondulata. Questi fossili si trovano in rocce del Precambriano in Siberia, Inghilterra, nel Galles, in Namibia e in Australia e sono noti come "Fossili di Ediacara".
Tra questi, molti sono di forma circolare, simili alle meduse che galleggiavano sospesi a mezz'acqua catturando minuscoli organismi con i loro tentacoli. I Charnia e Xenusian si fissavano al fondo e avevano la forma di piume, parenti dei coralli.
Sepolti sotto la sabbia, dei vermi filtravano particelle di cibo in sospensione nell'acqua.
Animali di tipo vermiforme segmentati, popolavano i fondali e si nutrivano di alghe che coprivano il fondo.
Uno di questi, la Spriggina era dotata di un capo distinto dal resto del corpo. Era capace di nuotare e si pensa possa essere parente degli artropodi (cioè il gruppo a cui appartengono i ragni, i granchi, gli insetti, e le aragoste). Nessuno di questi animali era un vero e proprio carnivoro dato che si nutrivano di microrganismi. Alcuni di quelli reperiti in Ediacora, non appartengono a nessun gruppo oggi esistente, ma hanno comunque rappresentato una importante tappa nella storia della vita.
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