
I primi vertebrati, in zoologia, si chiamano ostracodermi, dal greco òstracon, guscio e derma, pelle.
Si trattava di animali ricoperti di una corazza ossea il cui corpo terminava in una coda rivestita di squame. Non avevano denti e mascelle e per alimentarsi aspiravano il fango ed estraevano il nutrimento. Alla fine del Siluriano, questi progenitori dei pesci invasero le acque dolci dei fiumi e dei laghi.
La terraferma era allora suddivisa in tre masse continentali; quella appena costituita e cioè l'Euroamerica, la Siberia, e la Cina. In ognuna di queste regioni, gli ostracodermi ebbero un processo evolutivo indipendente. Animali con corazza su ambi i lati, detti Anfiaspidi, sono stati rinvenuti solo in Siberia. Avevano una corazzatura formata da un solo pezzo che proteggeva l'animale sia superiormente che inferiormente, di una bocca, un paio di orbite per gli occhi e due aperture branchilai per la respirazione.
Nel Hibernaspis (3) gli occhi e le fessure branchiali erano posti molto anteriormente. Nell'Angaraspis (1) e nel Gabreyaspis (2), il primo paio di branchie era trasformato in uno spiracolo, ossia in un canale che si apriva nella corazza vicino agli occhi, in modo che l'acqua possa essere aspirata dall'altro, particolare molto importante per un organismo che viveva adagiato sui fondi fangosi.
La parte esterna della corazza era formata da minuscole creste di dentina, sostanza durissima che costituisce l'intelaiatura dei denti che sarebbero comparsi più tardi.
In Cina, ci fù solo un grande gruppo di ostracodermi, i Galeaspidi con un'apertura ovale tra gli occhi che si pensava fosse la bocca, mentre in seguito si capì che si trattava di un organo singolo per la ricezione degli stimoli chimici prodotti dalle sostanze disciolte nell'acqua.
Ora si sa che questi pesci erano cugini della lampreda, un pesce anguilliforme tutt'ora vivente. |
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