
Molti tra gli anfibi del Carbonifero trascorrevano la maggior parte della vita sulla terraferma, però nel periodo riproduttivo dovevano cercare delle pozze d'acqua per deporvi le uova da cui nascevano i girini che respiravano attraverso le branchie nella prima fase della vita, essendo così facile preda per altri anfibi. Il numero delle uova deposte doveva essere così elevatissimo in modo da garantire, oggi come allora, la sopravvivenza fino alla maturità di almeno qualche esemplare.
Vi è un'altra strategia, però e consiste nel deporre meno uova dotate però di sistemi di autoprotezione. Il più efficace consiste nel munire l'uovo di una "pozza d'acqua privata" da non condividere con altri organismi. Questa pozza è costituita da un liquido contenuto in una membrana, l'amnios che circonda l'embrione. L'amnios - insieme con una riserva di cibo sotto forma di tuorlo e con l'allantoide, una mebrana respiratoria - è a sua volta racchiuso da una membrana protettiva detta corion esternamente alla quale viene deposto un guscio di carbonato di calcio.
Tali organismi, dotati di uovo cleidoico (cioè chiuso) sono stati denominati rettili.
I primi, simili a piccole lucertole, sono stati chiamati Petrolacosaurus che vissero durante il Carbonifero nutrendosi di insetti e furono scoperti per la prima volta in Nuova Scozia intrappolati in ceppi d'albero cavi nei quali erano caduti senza poterne più uscire. |
|