
Contemporaneamente all'espansione dei mari "gessosi" si verificò l'evoluzione di un nuovo gruppo di rettili. Derivati dai varanidi, o lucertole monitore, i mosasauri avevano corpo notevolmente allungato, zampe a pala e lunghe mascelle dotate di denti robusti. Il primo cranio di Mosasaurus fu scoperto in Olanda nel 1780. Nel 1795, durante il bombardamento della città di Maastricht, le artiglierie di Napoleone risparmiarono la casa dove si pensava fosse conservato il reperto fossile, che però non venne trovato. Fu allora offerto un compenso di 600 bottiglie di vino e il Mosasaurus saltò fuori! Trasportato poi a Parigi, lo si può ammirare ancor oggi.
In tempi successivi, anche in America settentrionale e in Africa vennero reperiti diversi mosasauri, tra cui il Goronyosaurus (vedi illustrazione) rinvenuto in Nigeria. Questi rettili si nutrivano soprattutto di pesci e cefalopodi. Si conserva una conchiglia fossile di ammonite, che presenta molti buchi circolari provocati, si pensa, da un giovane e inesperto mosasauro che l'ha addentata ben 16 volte.
Verso la fine del Cretaceo, alcuni mosasauri presero a nutrirsi soprattutto di molluschi, tant'è che svilupparono denti sferici atti alla loro frantumazione: di qui la denominazione di Globidens.
Alla fine del Cretaceo si estinsero sia le ammoniti sia tutti i rettili di mare.
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