
I fossili più comuni ritrovati nel Paleolitico, sono i Trilobiti, formati da uno scheletro esterno diviso in tre parti: la testa, il torace e la coda.
Il torace e la coda erano formati da segmenti, ognuno dei quali muniti di zampe per la deambulazione e un paio di branchie respiratorie. Sulla testa sono presenti occhi molto sviluppati. Quando questo animale cresceva, si liberava dello scheletro esterno diventato ormai troppo stretto e questi rivestimenti sono stati trovati come resti fossili.
I trilobiti, nel Cambriano si nutrivano di materiali organici presenti sul fondo marino, e lasciavano delle impronte ben precise che vennero chiamate Cruziana. Anche queste impronte lasciate dai Trilobiti sono state ritrovate come resti fossili nelle rocce del Cambriano e dell'Ordoviciano.
Dopo l'Ordoviciano (510 - 438 milioni di anni fa) e il Siluriano (438 - 410 milioni di anni fa) i trilobiti diedero il via a molti modi nuovi di vivere.
Alcuni divennero animali scavatori ciechi, altri svilupparono occhi enormi e protuberanze ad aculeo.
Altri ancora come gli Ampyx avevano protuberanze allungate provenienti dagli angoli dello scudo cefalico e dirette in avanti.
In epoca Carbonifera (355 - 300 milioni di anni fa) le famiglie dei trilobiti si erano ridotte ad una sola e alla fine del Paleozoico (250 milioni di anni fa) tutte le specie si erano ormai estinte, sostituite da altri artropodi come i granchi, i gamberi e simili. |
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